
La paura del fallimento è un’emozione comune che può influenzare significativamente il comportamento di chi la prova, spesso portando a meccanismi di auto-sabotaggio, che si esprimono in pensieri negativi sulle proprie capacità di portare a termine un compito, tanto che nemmeno ci si prova, mettendo in atto quello che possiamo chiamare “effetto evitamento“. Se questo schema viene ripetuto nel tempo, il nostro cervello apprende di non essere in grado di affrontare non solo quell’esperienza specifica, ma anche in molte altre che per noi possono essere difficili o sconosciute.
Le neuroscienze hanno iniziato a svelare i processi cerebrali sottostanti a queste reazioni, evidenziando il ruolo cruciale di specifiche aree cerebrali e circuiti neuronali.
Impotenza Appresa e Circuiti Neurali
Il concetto di “impotenza appresa“, di cui parlavamo, è infatti collegato all’autoefficacia, ovvero alla credenza di un individuo di essere sicuro di avere la capacità di affrontare un obiettivo. Se, al contrario, si ripetono costantemente situazioni avverse e incontrollabili, sviluppa una percezione di mancanza di controllo, portando a comportamenti passivi e rassegnati e quindi spingendoci sempre di più verso il “fallimento”. Studi pionieristici di Seligman nel 1967 hanno dimostrato che animali esposti a stimoli stressanti inevitabili mostrano una ridotta capacità di evitare tali stimoli in futuro, anche quando ciò sarebbe possibile.
Questo fenomeno è spiegato da cambiamenti nell’attività neuronale, suggerendo che l’esposizione a stress incontrollabile possa alterare la funzione di specifiche aree cerebrali coinvolte nella regolazione dello stress e del comportamento adattivo. Quindi, più noi abbiamo paura di sbagliare e non affrontiamo quella situazione, ma anzi la evitiamo, più il nostro cervello costruirà un’attività neurale che supporterà la nostra tesi, aumenterà la nostra produzione di cortisolo – ormone dello stress – nelle situazioni difficili o sconosciute e questo peggiorerà davvero la nostra performance.
La paura del fallimento e i conseguenti meccanismi di auto-sabotaggio sono influenzati da complesse interazioni tra diverse regioni cerebrali, tra cui la corteccia prefrontale ventromediale e l’amigdala.
Amigdala e Risposte Emotive
L’amigdala è fondamentale nell’elaborazione delle emozioni, in particolare quelle legate alla paura e all’ansia. Una iperattivazione dell’amigdala è stata osservata in individui che sperimentano alti livelli di paura del fallimento, suggerendo una risposta emotiva amplificata a potenziali minacce o insuccessi. Questa iperattivazione può sovrastimolare le risposte di stress, portando a comportamenti evitanti e auto-sabotanti.
Corteccia Prefrontale Ventromediale e Regolazione Emotiva
La corteccia prefrontale ventromediale (vmPFC) svolge un ruolo chiave nella regolazione delle emozioni e nel processo decisionale. Lesioni in questa area sono state associate a difficoltà nel prendere decisioni, specialmente in contesti di incertezza o rischio. Inoltre, individui con danni alla vmPFC tendono a mostrare una ridotta capacità di apprendere dai propri errori, portando a scelte ripetitive e spesso svantaggiose. Questo suggerisce che una funzione compromessa della vmPFC possa contribuire a comportamenti di auto-sabotaggio, in cui la paura del fallimento impedisce l’adozione di strategie adattive e proattive.
Interazione tra vmPFC e Amigdala
La comunicazione tra la vmPFC e l’amigdala è essenziale per una regolazione emotiva equilibrata. La vmPFC modula l’attività dell’amigdala, contribuendo a controllare le risposte emotive intense. Disfunzioni in questa interazione possono portare a una regolazione emotiva inefficace, aumentando la vulnerabilità alla paura del fallimento e ai comportamenti di auto-sabotaggio.
Conclusione
Come affrontare quindi la paura del fallimento, che è un’emozione naturale che può emergere di fronte ad una situazione per noi nuova?
Innanzitutto lavorando sulla nostra autoefficacia, allenando la fiducia in noi stess*, le parole che ci diciamo durante il nostro dialogo interiore, la nostra capacità di abbassare il cortisolo – in questo l’attività sportiva, la mindfulness e coltivare relazioni sane sono tre strumenti utilissimi che consiglio sempre.
Secondariamente, la paura di fallire si può affrontare sbagliando: è normale sbagliare e capiterà molte volte nella tua vita; la cosa davvero importante è come quel fallimento diventa parte integrante del tuo percorso di crescita.
Quando invece la paura del fallimento ci blocca e non ci permette di provare cose nuove, di cambiare, di evolverci, soprattutto continua a farci sentire insoddisfatti di dove ci troviamo, ricordati che puoi chiedere sempre aiuto.
Riferimenti
- Bandura, A. (1997). Il senso di autoefficacia. Trento, Erikson.
- Berboth, S., & Morawetz, C. (2021). Amygdala-prefrontal connectivity during emotion regulation: A meta-analysis of psychophysiological interactions. Neuropsychologia, 153, 107767. https://doi.org/10.1016/j.neuropsychologia.2021.107767
- Bidjerano, T. (2010). Self-Conscious Emotions in Response to Perceived Failure: A Structural Equation Model. The Journal of Experimental Education, 78, pp. 318–342.
- Facundo Manes, Barbara Sahakian, Luke Clark, Robert Rogers, Nagui Antoun, Mike Aitken, Trevor Robbins, Decision‐making processes following damage to the prefrontal cortex, Brain, Volume 125, Issue 3, March 2002, Pages 624–639
- Maier SF, Seligman ME. Learned helplessness at fifty: Insights from neuroscience. Psychol Rev. 2016 Jul;123(4):349-67. doi: 10.1037/rev0000033. PMID: 27337390; PMCID: PMC4920136.
